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Tumor de cuello uterino: la lucha de Alex tras el parto

by Editora de Salud

Durante il parto del suo secondo figlio, Alex Stewart ha ricevuto una diagnosi sconvolgente: un tumore al collo dell’utero. La sua storia, raccontata in esclusiva da People, è quella di una lotta contro una malattia diventata terminale, affrontata con la forza di una madre che desidera creare più ricordi possibili con i suoi cari.

La scoperta inaspettata

Nel 2025, mentre stava dando alla luce il suo secondo bambino, il personale medico ha notato un nodulo. Inizialmente, si pensava potesse trattarsi di una vena varicosa, soprattutto considerando la scarsa perdita di sangue durante il parto. Alex stessa non si è allarmata immediatamente, fidandosi del giudizio degli ostetrici. Tuttavia, otto settimane dopo, durante un controllo di routine, il nodulo era ancora presente. Ulteriori accertamenti, tra cui biopsia e risonanza magnetica, hanno portato alla diagnosi di tumore al collo dell’utero.

“Non avevo alcun sintomo”

Alex, già madre di una bambina, ha espresso il suo shock: «Non avevo alcun sintomo. Tutti i medici che ho consultato ritenevano improbabile che si trattasse di cancro, data la mia età e il mio stato di salute. Ricevere quella diagnosi è stato paralizzante». Ha impiegato del tempo per accettare la realtà, chiedendosi perché fosse successo proprio a lei, in un momento così felice della sua vita.

Nonostante chemioterapia e radioterapia, il tumore si è diffuso, portando alla tragica conclusione di una malattia terminale, con una prognosi che varia dai sei mesi ai due anni. «Ero sconvolta e devastata. Il mio primo pensiero è stato: come faranno i miei figli senza di me?» ha confessato.

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«Sentivo quanto la vita potesse essere ingiusta. Stavo vivendo con gioia la maternità e tutto questo mi è stato portato via». Il pensiero va anche al marito, con cui non aveva ancora avuto la possibilità di celebrare il viaggio di nozze e realizzare i progetti per il futuro.

La forza nei piccoli gesti

Attualmente al secondo ciclo di chemioterapia, Alex descrive la sua condizione come estremamente difficile: «Ogni giorno è diverso. A volte ho energia, altre volte sono troppo stanca per fare qualsiasi cosa». La famiglia si è trasferita dai suoi genitori, che le offrono un sostegno prezioso nella vita quotidiana, permettendole di dedicare più tempo ai suoi figli. Sono proprio i bambini a darle la forza di continuare: «Senza di loro non so come supererei le cure».

La stanchezza, però, si fa sentire. «Mi mancano le cose semplici: tenere in braccio i miei figli, portarli alle loro attività, cucinare. Tutte quelle piccole cose che davo per scontate, ora le rimpiango perché non riesco più a farle».

La figlia maggiore, consapevole della situazione, sta affrontando il momento con resilienza, supportata da un percorso di supporto emotivo per aiutarla a gestire le difficoltà.

Un appello alla prevenzione

Gli amici di Alex hanno lanciato una raccolta fondi su GoFundMe per sostenere la famiglia. Ma al di là dell’aiuto economico, Alex desidera lasciare un messaggio importante: prendersi cura della propria salute. «Anche se il mio Pap test era negativo ed ero vaccinata contro l’HPV, voglio che tutti si vaccinino e facciano regolarmente gli screening», ha affermato. «Sono dispiaciuta che ora il Pap test sia previsto ogni cinque anni: secondo me dovrebbe essere fatto più frequentemente per intercettare questa malattia terribile. So che non è piacevole, ma dura pochi minuti e può aiutare a prevenire il cancro». Nonostante la malattia, Alex continua a guardare avanti, combattendo ogni giorno per guadagnare tempo, anche solo per pochi giorni in più con i suoi figli.

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Ultimo aggiornamento: domenica 22 febbraio 2026, 19:19
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