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Zelensky: Últimas noticias de Ucrania e Irán

by Editor de Mundo

El presidente ucraniano, Volodímir Zelenski, declaró al Corriere della Sera que atacar los objetivos militares iraníes fue una decisión acertada, argumentando que Irán produce una gran cantidad de armas para Rusia. Zelenski también lanzó una nueva advertencia, afirmando que se sabe que Rusia no tiene intención de detenerse y que está preparando nuevos ataques. Según el líder de Kiev, cada amenaza debe recibir una respuesta y los objetivos rusos deben ser derribados en la medida de lo posible. Zelenski señaló que la situación en Oriente Medio demuestra la dificultad de garantizar una protección total contra misiles y drones Shahed.

En la noche de ayer, Kiev sufrió un ataque con drones, con varias explosiones escuchadas en la capital. El alcalde, Vitali Klitschko, instó a los residentes a buscar refugio, informando que las fuerzas de defensa aérea estaban operando en la ciudad.

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Se le bombe rubano il sonno: essere bambini in luoghi di guerra

In Ucraina le scuole sono chiuse da quasi quattro anni: in tutto il Paese 4,6 milioni di bambini e bambine hanno difficoltà di accesso ai servizi educativi. E crescono nella paura, in uno stato costante di allerta, abituandosi a una nuova realtà fatta di bunker sotterranei da raggiungere di notte e allarmi anti-aerei. Il racconto di Piero Meda di WeWorld da Mykolaiv: “Usiamo l’arteterapia per elaborare i traumi: nei cieli che disegnano ci sono i droni”.

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Se le bombe rubano il sonno: essere bambini in luoghi di guerra

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Cremlino: “Putin compie ogni sforzo per disinnescare le tensioni in Medio Oriente”

Il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha affermato che il presidente Vladimir Putin sta cercando di facilitare il più possibile la de-escalation in Medio Oriente. Ieri, durante colloqui con diversi interlocutori, Putin ha espresso la sua profonda preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture di altri paesi ai suoi colleghi iraniani, sfruttando il dialogo esistente con la leadership iraniana.

Orban scrive a von der Leyen: “Zelensky cinico, l’Ue ci sostenga”

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha definito “inaccettabile” e “cinica” la risposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky riguardo all’interruzione delle forniture di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba. Orban ha dichiarato di aver scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, chiedendo che vengano rispettati gli accordi che obbligano l’Ucraina a consentire il transito del petrolio attraverso l’oleodotto dell’Amicizia. Orban ha aggiunto che, finché il presidente Zelensky non tornerà al “buon senso e alla normalità”, non sosterrà alcuna decisione favorevole all’Ucraina.

©IPA/Fotogramma

Lavrov: “E’ tempo di chiarire come gli Usa vedono le altre potenze nucleari”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha affermato in una conferenza stampa che è giunto il momento di chiarire “come gli Stati Uniti vedono il mondo”. Lavrov ha sottolineato che è necessario un dialogo fondamentale e completo su come gli Stati Uniti si percepiscono e quale ruolo attribuiscono agli altri paesi, in particolare alle potenze nucleari. Ha aggiunto che stanno dialogando con i colleghi statunitensi a vari livelli su crisi e questioni specifiche.

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La Banca centrale russa impugna alla Corte Ue il congelamento permanente degli asset

La Banca di Russia ha impugnato il Regolamento del Consiglio del 12 dicembre 2025, che ha imposto il congelamento permanente degli attivi della Banca Centrale, presso la Corte di Giustizia dell’Ue a Lussemburgo. La Banca Centrale ha dichiarato che si tratta di un proseguimento degli sforzi per contestare le azioni illegittime dell’Unione Europea contro gli attivi sovrani della Banca di Russia. L’autorità di regolamentazione ha osservato che il ricorso è stato presentato ai sensi dell’articolo 263 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Il regolamento UE contestato non solo ha imposto un congelamento a tempo indeterminato dei beni della Banca centrale, ma ha anche escluso la possibilità di tutela giurisdizionale dei diritti violati sui beni, anche attraverso l’esecuzione di eventuali decisioni giudiziarie o arbitrali in relazione alle misure adottate con questa legge, ha affermato la Banca centrale in una nota.

Zelensky: “Non lascerò mai il Donbass e gli ucraini che lo abitano”

“Io non lascerò mai il Donbass e i 200 mila ucraini che lo abitano”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky in un’intervista al Corriere della Sera, sottolineando che “Putin ha perso la sua offensiva invernale. Ha attaccato le centrali elettriche nel pieno del gelo, voleva dividerci, ha cercato di mettere la popolazione civile contro l’esercito per costringerlo a smettere di combattere. Ma ha fallito”. La Russia, specifica Zelensky, sta “perdendo un gran numero di uomini, fino a 35 mila al mese. È un numero enorme. Adesso Putin sta per mobilitare 400mila nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri” – sostiene – “inizieranno quando il suo esercito inizierà a ridursi”. Parlando delle capacità militari degli europei, il leader ucraino ha affermato che “sono più veloci di prima, ma non ancora in grado di sostituire gli Stati Uniti” nel sostegno a Kiev. Sull’Ungheria, Zelensky ha detto che “Orbán verrà sconfitto alle elezioni e allora potremo riprendere rapporti regolari” con il Paese. Riguardo alle prossime elezioni, poi, ha affermato di non essere sicuro se candidarsi: “Vedrò cosa vorranno gli ucraini”. Riguardo il processo negoziale, il presidente ha aggiunto che il prossimo trilaterale con gli americani potrebbe essere il 5 o 6 marzo: “Preferirei a Ginevra, o comunque in Europa, perché la guerra è nel nostro continente”. L’attacco all’Iran, infine, per Zelensky è stata una “buona decisione”, anche perché gli “iraniani producono un gran numero di armi per la Russia”. Ma la preoccupazione è che “potremmo trovarci in difficoltà nel reperire missili e armi per la difesa dei nostri cieli”, dato che “gli americani e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero averne bisogno per difendersi”.

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