Amazon: Acuerdo con Hacienda por 511M€ y Evade Impuestos

by Editora de Negocio

ROMA – Amazon ha raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate per versare all’erario 511 milioni di euro, evitando così un processo per presunta evasione fiscale nell’ambito delle indagini condotte dalla Procura di Milano. L’accordo, concluso entro il termine ultimo per evitare il contenzioso, si aggiunge ai 212 milioni già versati da Amazon Logistica e Amazon Italia Transport nei giorni precedenti. La Guardia di Finanza e la Procura milanese avevano stimato un’evasione fiscale di circa 3 miliardi di euro tra il 2019 e il 2020, relativa alle vendite provenienti da distributori extraeuropei, in particolare cinesi (per il 70%). Secondo l’accusa, Amazon non aveva rispettato gli obblighi di comunicazione avanzata all’Agenzia delle Entrate e sarebbe concorrente nell’evasione dell’IVA da parte dei venditori extraeuropei. Il calcolo complessivo, comprensivo di imposte evase, interessi e sanzioni, ammontava a 3 miliardi di euro. La stima del Fisco, tuttavia, era diversa e più bassa, individuando una diversa fattispecie: per l’Agenzia, Amazon doveva rispondere in solido per l’evasione fiscale di terzi operanti sulla sua piattaforma.

«Abbiamo raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate e continuiamo a concentrarci sull’offerta di un’esperienza di acquisto eccellente ai nostri clienti in Italia. Questo accordo riflette il nostro impegno a collaborare in modo costruttivo con le autorità italiane. Ci difenderemo con determinazione rispetto a un eventuale procedimento penale, che riteniamo infondato. Siamo – si legge in una nota del colosso dell’e-commerce – tra i primi 50 contribuenti in Italia e uno dei maggiori investitori esteri nel Paese. Negli ultimi 15 anni abbiamo investito oltre 25 miliardi di euro in Italia, dove impieghiamo direttamente più di 19.000 persone. Un contesto normativo imprevedibile, sanzioni sproporzionate e procedimenti legali prolungati possono influire negativamente sull’attrattività dell’Italia come destinazione per gli investimenti».

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Nel febbraio del 2025, la Guardia di Finanza di Monza, coordinata dal pubblico ministero milanese Elio Ramondini, aveva effettuato una perquisizione presso la sede milanese della società americana e sequestrato 5.000 prodotti presso il polo logistico di Cividate al Piano (Bergamo). L’indagine, tuttora in corso, ipotizza che Amazon, attraverso i suoi centri logistici, abbia movimentato in Italia, tramite propri canali di trasporto o quelli di altre aziende, centinaia di migliaia di prodotti provenienti dalla Cina che, attraverso una specifica struttura societaria, sarebbero giunti in Europa senza il pagamento di IVA e dazi. La Procura aveva calcolato che l’evasione fiscale ammontava a 3 miliardi di euro. Tale somma si aggiunge ai 180 milioni di euro già versati da Amazon all’Agenzia delle Entrate a seguito di una presunta frode fiscale legata ai cosiddetti ‘serbatoi di manodopera’, gestiti da un software che tracciava i corrieri durante le consegne.

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