Le aspettative di un calo dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) negli Stati Uniti hanno stimolato significativi afflussi di capitali istituzionali e una notevole volatilità nel mercato delle criptovalute.
Mercoledì 17 dicembre, gli ETF spot su Bitcoin con sede negli Stati Uniti hanno registrato un afflusso netto di 457,3 milioni di dollari, secondo i dati di Farside. A guidare gli investimenti sono stati FBTC di Fidelity, con 391,5 milioni di dollari, e IBIT di BlackRock, con 111,2 milioni di dollari.
In contrasto, gli ETF spot su Ethereum hanno subito un deflusso netto di 22,4 milioni di dollari, segnando il quinto giorno consecutivo di uscite, sempre secondo i dati di Farside.
Il 17 dicembre, Bitcoin ha sperimentato una forte impennata, superando i 90.000 dollari dopo essere partito da 87.000 dollari, per poi crollare rapidamente al di sotto della soglia degli 86.000 dollari nelle ore successive. Questa volatilità si è estesa all’intero mercato delle criptovalute, con una capitalizzazione di mercato globale che è aumentata di circa 80 miliardi di dollari per poi diminuire di circa 120 miliardi di dollari nello stesso periodo, come riportato da CoinMarketCap.
La forte oscillazione dei prezzi ha provocato liquidazioni per quasi 400 milioni di dollari, colpendo 123.200 trader.
Prossimi dati sull’inflazione
Il rapporto sull’IPC statunitense si è dimostrato un fattore di impatto significativo, almeno nel breve termine, sui mercati finanziari, inclusi azioni e criptovalute. Ad esempio, prodotti legati a Bitcoin hanno registrato afflussi per 931 milioni di dollari a seguito del rapporto sull’IPC di ottobre, che ha mostrato un rallentamento dell’inflazione allo 0,2% a settembre rispetto allo 0,3% di luglio.
Tuttavia, questo slancio è stato di breve durata. Nemmeno il terzo taglio consecutivo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense è riuscito a sostenere un rally prolungato nel mercato delle criptovalute.
José Torres, economista senior di Interactive Brokers, ha dichiarato a CNBC che la pubblicazione dell’IPC statunitense di giovedì potrebbe innescare il cosiddetto «rally di Babbo Natale». Torres prevede che il tasso di inflazione scenderà al 2,9% annuo a novembre, a causa della sospensione delle attività governative che ha impedito la pubblicazione dei dati di ottobre.
L’economista ritiene che le aspettative di un calo dell’inflazione, mantenendosi tra il 2% e il 3%, «apriranno la strada a ulteriori riduzioni dei tassi di interesse nel prossimo anno».
Oltre all’IPC statunitense, la Banca del Giappone pubblicherà il suo rapporto nazionale sull’IPC di novembre venerdì 19 dicembre. La Banca del Giappone annuncerà inoltre la sua decisione sui tassi di interesse al termine della riunione del 18-19 dicembre.
Giornalista esperto in criptovalute, con oltre 5 anni di esperienza nel settore, Marcello ha collaborato con importanti siti italiani del mondo delle criptovalute e della finanza, maturando esperienza e competenza nel settore dopo aver superato periodi di rialzo e ribasso nel corso degli anni. Marcello è anche autore di 4 libri autopubblicati.
