Penélope Cruz, l’unica attrice spagnola ad aver conquistato un Oscar (come Miglior attrice non protagonista per Vicky Cristina Barcelona nel 2009), continua a essere una delle figure più ricercate nel mondo del cinema. Oltre ad essere un volto noto sulle passerelle, come ospite d’onore di Chanel, Cruz incarna un’icona della cultura spagnola, pur mantenendo un’umiltà e un’autenticità che la contraddistinguono.
Recentemente, l’attrice ha ricevuto un riconoscimento speciale a Los Angeles, venendo celebrata come “Icona dell’Academy Museum” durante il gala annuale del museo, insieme a Bruce Springsteen, Walter Salles e Bowen Yang. Un momento emozionante, come ha dichiarato in un’intervista, che fatica ancora a credere reale.
L’umiltà come valore fondamentale
Nell’intervista, Penélope Cruz ha espresso la sua gratitudine per le piccole cose della vita, come avere una casa e cibo in tavola. Pur non avendo mai vissuto privazioni estreme, ha sempre apprezzato l’importanza di sapersi accontentare e di valorizzare ciò che si ha. “Non si tratta di avere più o meno, ma di valori”, ha spiegato.
Attualmente, l’attrice è impegnata sul set di La bola negra, il suo primo film diretto da Javier Calvo e Javier Ambrossi. Nel cast figura anche l’attore italiano Lorenzo Zurzolo. Cruz ha descritto il progetto come “una visione molto fresca e con un punto di vista necessario su quella storia, che arriva nel momento perfetto”, esprimendo grande ammirazione per il lavoro dei registi, Los Javis, definendoli “straordinari”.
L’entusiasmo della prima volta
Sul set, Penélope Cruz affronta il lavoro con lo stesso entusiasmo dei suoi esordi: “Non ho mai smesso di apprezzare la mia situazione, avere un lavoro che mi piace e di cui so che è un privilegio. Cerco quindi di imparare il più possibile e mi approccio ad ogni set come una studentessa”. Questo atteggiamento, spiega, deriva dall’etica del lavoro che ha osservato nei suoi primi anni di carriera, trasmessa dai suoi genitori.
La bola negra racconta le storie intrecciate di tre uomini in epoche diverse, esplorando temi come l’orientamento sessuale, il desiderio, il dolore e l’eredità. Si tratta di un adattamento di un’opera incompiuta di Federico García Lorca.
Le riprese sono iniziate il 25 agosto a Castil de Carrias (Burgos) e sono proseguite in diverse località della Cantabria, tra cui Comillas e Valdáliga, per poi spostarsi a Granada e, più recentemente, a Sigüenza (Guadalajara). Nelle prossime settimane, il film continuerà ad essere girato a Madrid e infine fuori dalla Spagna.
