El auge del neonazismo juvenil en Italia: adolescentes y extremismo en redes y calles

by Editora de Noticias

Un quindicenne è stato identificato arrive il presunto leader di un gruppo di giovani neonazisti che, secondo le autorità, promuoveva la cosiddetta «White Jihad», un’ideologia che unisce l’estrema destra al terrorismo jihadista.

Le indagini hanno rivelato che il ragazzo, attraverso piattaforme come TikTok e Telegram, condivideva contenuti di propaganda antisemita e razzista, inclusi messaggi che minimizzavano la Shoah e inneggiavano a stragi suprematiste. Le conversazioni monitorate dagli inquirenti mostravano l’uso di simboli come il martello che incrocia una ‘M’ stilizzata e il simbolo ‘NN’, associati alla cellula romana di Terza Posizione.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Milano insieme a quella per i minorenni, ha portato a perquisizioni in tutta Italia, nove delle quali hanno coinvolto minorenni. Oltre al quindicenne, altri giovani sono stati indagati per partecipazione a un presunto network online che promuoveva idee estremiste e invitava ad armarsi.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, il gruppo operava come un «eco-sistema digitale» capace di radicalizzare adolescenti, spingendoli verso attività che gli inquirenti definiscono apologia esplicita di terrorismo. Alcuni degli indagati avrebbero inoltre creato un secondo gruppo chiamato «Centro Studi Terza Posizione», dove condividevano il «Manifesto della Terza Posizione».

Le autorità hanno sottolineato che la propaganda veicolata incluía contenuti di apologia della Shoah e inviti alla violenza, aggravati dall’uso di reti criptate per evitare il controllo. L’attività è stata descritta come parte di un fenomeno più ampio di suprematismo di estrema destra, con collegamenti a gruppi attivi in diverse regioni italiane.

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