L’età anagrafica, legata alla data di nascita, non sempre coincide con l’età biologica, che riflette lo stato di salute degli organi e dei tessuti, influenzato da fattori come lo stile di vita, l’attività fisica, lo stress, il fumo, la dieta e l’ambiente circostante. Uno studio condotto in Germania dal consorzio internazionale MARK-AGE, coordinato dall’Università di Costanza, ha identificato alcuni biomarcatori del sangue utili per individuare l’età biologica e la velocità di invecchiamento di una persona. La ricerca ha considerato più parametri ematici, sottolineando che lo stato biologico e il processo di invecchiamento sono caratterizzati da un procedimento complesso, risultato dell’insieme di più condizioni piuttosto che di una causa unica. L’analisi incrociata di diversi biomarcatori permette una valutazione più completa ed esatta dell’età biologica. I biomarcatori, definiti come sostanze biochimiche come molecole, sequenze di DNA, geni, proteine, ormoni o caratteristiche fisiologiche, agiscono come segnali che forniscono dati sullo stato interno dell’organismo, funzionando come spie che avvisano di eventuali disfunzioni prima della comparsa di sintomi. Questi marcatori si misurano nel sangue, nelle urine e nei tessuti, e sono utili per monitorare l’efficacia di una terapia, la presenza di una malattia e l’età biologica di un organismo.
Età biologica: nueva medida clave para evaluar la salud real del cuerpo
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