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EE. UU. Levanta sanciones al petróleo ruso: tensión con la UE y beneficio para Putin

EE. UU. Levanta sanciones al petróleo ruso: tensión con la UE y beneficio para Putin

by Editor de Mundo

Estados Unidos autoriza temporalmente la compra de petróleo ruso, una medida que ha generado fuertes críticas por parte de la Unión Europea, que teme por su seguridad y considera que esta decisión fortalece a Moscú en medio de la guerra en Ucrania.

La autorización, anunciada por el Secretario del Tesoro estadounidense Scott Bessent, es “temporal y específica” y se aplica únicamente al petróleo que ya estaba en tránsito. Según Washington, no proporcionará beneficios financieros significativos al gobierno ruso.

El presidente ucraniano, Volodímir Zelenski, quien se reunió ayer con el presidente francés Emmanuel Macron, advirtió que la revocación de las sanciones “inevitablemente conducirá a un fortalecimiento de la posición de Rusia” y que este alivio por parte de Estados Unidos podría proporcionar a Moscú unos 10.000 millones de dólares para financiar la guerra.

La Unión Europea ha manifestado su fuerte preocupación por la decisión estadounidense. El presidente del Consejo Europeo, António Costa, declaró en X (anteriormente Twitter) que “el alivio de las sanciones aumenta los recursos rusos para llevar a cabo la guerra de agresión contra Ucrania” y que la decisión es motivo de “gran preocupación, ya que tiene repercusiones en la seguridad europea”. Para la UE, mantener la presión económica sobre Rusia es crucial para lograr que Moscú acepte negociaciones de paz serias.

Una primera excepción a las sanciones ya había sido concedida a la India una semana antes. La Comisión Europea, por su parte, ha insistido en que “el tope máximo al precio del petróleo y las sanciones contra Rusia están bien dirigidas y deben permanecer en vigor”. Según la Comisión, “Rusia ha ganado, según nuestra información, entre 150 millones de dólares al día en ingresos adicionales por la venta de petróleo desde el inicio del conflicto en Oriente Medio, lo que convierte a Moscú en probablemente el mayor beneficiario de este conflicto”.

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El canciller alemán Friedrich Merz también criticó la decisión estadounidense, mientras que el presidente francés Macron afirmó que “la situación (en Ucrania) no justifica en modo alguno la revocación de las sanciones”. Londres se sumó a las críticas, instando a todos los aliados a mantener la presión sobre Rusia y sus recursos bélicos. Seis de los países del G7 se han alineado en esta postura.

La posizione dell’Ue

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha annunciato «un’autorizzazione temporanea per consentire ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare». L’ha definita una misura «mirata e di breve termine» che si applica solo al petrolio già in transito e «non fornirà significativi benefici finanziari al governo russo». 

Una prima deroga alle sanzioni era stata riconosciuta all’India una settimana fa. Ma per l’Unione è una scelta sbagliata. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha scritto su X che «l’allentamento delle sanzioni aumenta le risorse russe per condurre la guerra di aggressione contro l’Ucraina» e che la decisione americana è motivo di «grande preoccupazione, in quanto ha ripercussioni sulla sicurezza europea». Per l’Ue l’aumento della pressione economica sulla Russia è decisivo affinché Mosca accetti un negoziato serio di pace.

I guadagni della Russia

Se l’Ue finora ha balbettato nel criticare la guerra all’Iran di Stati Uniti e Israele, fatta eccezione per la Spagna, la sospensione delle sanzioni sul petrolio russo ha compattato gli europei fatta eccezione per i soliti noti come l’Ungheria. «Non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia», ha dichiarato la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa riportando le parole pronunciate nei giorni scorsi dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. 

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«La Russia ha guadagnato, secondo le nostre informazioni, dai 150 milioni di dollari al giorno in entrate aggiuntive dalla vendita di petrolio dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Il che rende Mosca probabilmente il maggiore beneficiario di questo conflitto. Anche in questo contesto, non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia». Per la Commissione «il tetto massimo al prezzo del petrolio e le sanzioni contro la Russia sono ben mirate, e devono rimanere in vigore».

Le critiche di Merz e Macron

Questa volta il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo la performance alla Casa Bianca dove non ha difeso lo spagnolo Sánchez dall’attacco di Trump, ha criticato con determinazione la scelta americana. Merz, in tuta mimetica da Andøya (a memoria non si ricorda un cancelliere che l’abbia indossata), nel Nord della Norvegia accanto al premier Jonas Gahr Støre, ha detto che «sarebbe sbagliato allentare le sanzioni ora, per qualsiasi motivo» e ha assicurato che «continueremo e dobbiamo continuare ad aumentare la pressione su Mosca». 

Anche per il presidente francese Macron «la situazione (in Ucraina, ndr) non giustifica in alcun modo di revocarle» le sanzioni. Per Londra «tutti gli alleati dovrebbero mantenere la pressione sulla Russia e le sue risorse di guerra». Sei dei Paesi del G7 sono allineati.

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13 marzo 2026

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